La voglia di andare avanti con convinzione, per realizzare le tante promesse fatte agli italiani in campagna elettorale. Ma anche la preoccupazione per un alleato, la Lega, con il quale i punti di contrasto iniziano a farsi numerosi, anche sul fronte dei diritti civili. Vincenzo Spadafora, sottosegretario Cinque Stelle alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, lancia un allarme chiaro, parlando del rischio di un “arretramento culturale”. E rilancia, attraverso le pagine del Corriere della Sera, scommettendo sui giovani: “Faremo un investimento di 30 milioni nella pianificazione 2019-2020, per combattere quella povertà materiale e culturale che spesso si eredita nelle zone più depresse, finanziando attività imprenditoriali, sociali e culturali per il proprio territorio”. Punzecchiando Renzi e la crisi del Pd: “Abbiamo visto com’è finita quando alle parole non sono seguiti i fatti”.
questa legge Salvini finirebbe di nuovo in braccio alla Meloni e a Berlusconi, di cui oggi si è liberato grazie a noi”. Con il mondo del Carroccio, però, le differenze ci sono, e sono ben evidenti. “Nella maggioranza ci sono sensibilità culturali molto diverse, a cominciare dai diritti. Noi dobbiamo restare alternativi alla Lega, siamo una cosa diversa. Rincorrerli per mezzo punto percentuale in più non serve al Paese e non è coerente con il progetto del M5S”.

Il populismo ha meno popolo, gli italiani spezzano il cuore di Salvimaio