Brutte notizie per l’Italia, che dopo il declassamento del debito sovrano si è trovata a fare i conti anche con quello del sistema bancario, preceduto in realtà anche da alcuni downgrade societari. Un quadro non certo roseo, con il Paese che si trova ora nella situazione di avere imprese con rating più basso e banche con rating più basso. A stabilirlo è stata la stessa agenzia di rating, Fitch, che alla fine di aprile aveva tagliato il rating sovrano, portandolo ad un solo gradino sopra il livello “non investment grade”, toccato il quale i titoli di Stato diventano spazzatura e, per questo, molti dei grandi fondi di investimento e fondi pensione internazionali non possono più, per statuto, detenerli in portafoglio.
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Fitch ha poi declassato il sistema bancario italiano, allineando il rating a lungo termine di Unicredit a quello dell’Italia, da “BBB” a “BBB-” e ha fatto lo stesso per quello di Banca Intesa sul lungo termine senior preferred (unsecured), portandolo, anche in questo caso, a “BBB-” dal precedente”“BBB” e quello a breve termine a “F3” da “F2”. Stessa cosa anche per il rating a lungo termine di Mediobanca, con il sistema italiano considerato quindi a livello “pre-spazzatura”.
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