Dopo la sentenza del Tar di Firenze che ha bocciato l’ordinanza sulle zone rosse, Matteo Salvini alza il tiro e va allo scontro diretto con i magistrati che esprimono valutazioni negative sui suoi provvedimenti.
Ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento del tar di Firenze, ricorso anche sulle altre sentenze che, a Firenze come a Bologna,hanno ordinato l’iscrizione all’anagrafe di alcuni richiedenti asilo, ma soprattutto ricorso all’Avvocatura dello Stato per “valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi, lasciando il fascicolo ad altri, per l’assunzione di posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza, accoglienza e difesa dei confini” si legge infatti in una nota del Viminale.

Decisamente contrariato dalle sentenze, Salvini ha dato mandato ai suoi uffici di “tracciare” le uscite pubbliche dei magistrati firmatari delle sentenze, i loro rapporti di “vicinanza e collaborazione con chi difende gli immigrati contro il Viminale”.

Uno scontro che si sta trascinando da giorni, quello con la magistratura, e che era stato acceso dalle dichiarazioni del ministro Giulia Bongiorno, che aveva parlato della necessità di un test attitudinale per le toghe: “C
i vuole anche una verifica psicoattitudinale: non può diventare giudice solo chi è più bravo degli altri a imparare a memoria i codici e la giurisprudenza, sono indispensabili anche doti caratteriali di equilibrio e buon senso”.
“Sembra un maschio, impossibile sia stata stuprata”. Sentenza choc di tre giudici donne