Alessandro Di Battista attacca, Matteo Salvini risponde. L’esponente pentastellato aveva parlato nelle scorse ore del suo futuro, analizzando l’eventualità di un voto anticipato e annunciando che, in caso di caduta del governo, sarebbe pronto a chiedere l’annullamento del vincolo dei due mandati per i parlamentari 5 Stelle. Accusando, tra le righe, il ministro dell’Interno di star valutando l’ipotesi di scioglimento dell’esecutivo.
La frase “se Salvini dovesse fare cadere il governo entro il 15 luglio” non è però per niente piaciuta al vicepremier, che ha subito risposto chiedendosi: “Perché io dovrei fare cadere il governo?”. A metà luglio si chiuderà l’ultima finestra elettorale per andare al voto anticipato il 29 settembre, termine per consentire a un nuovo governo di assumersi la responsabilità della manovra.
E sull’esponente 5 Stelle, in uscita con un nuovo libro in cui non ha risparmiato critiche ai colleghi di partito, dice: “Lo invidio, passa i suoi mesi in giro per il mondo pagato” aggiungendo di preferire il dialogo con altri esponenti M5S rispetto a lui.
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“Ci sono tanti parlamentari e ministri 5S che lavorano e io preferisco parlare con loro non con i chiacchieroni tropicali a pagamento” è la frase che Salvini ha rivolto all’esponente Cinque Stelle, alzando ulteriormente l’asticella della tensione tra i due, già oltre i livelli di guardia.
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