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“Sempre più solo, Trump pronto a scaricarlo”, il retroscena bomba su Musk 

Elon Musk, una volta figura centrale nell’amministrazione Trump, sta vivendo un periodo di crescente isolamento politico. Secondo diverse fonti, la questione non è se il presidente deciderà di allontanare il CEO di Tesla, ma quando lo farà. L’imprenditore sudafricano, noto per il suo attivismo sui social media e le sue posizioni politiche controverse, sembra aver perso il favore di Trump, con cui aveva instaurato un rapporto altalenante nel corso degli anni.

Le tensioni tra Musk e l’amministrazione sono emerse chiaramente durante una recente riunione di gabinetto. In quell’occasione, Trump ha riassegnato responsabilità precedentemente centralizzate da Musk ai capi dei dipartimenti competenti, riducendo così la sua influenza diretta sulle operazioni governative. Questo cambiamento è stato interpretato come un segnale del deterioramento della posizione di Musk all’interno dell’amministrazione. Il CEO di Tesla e SpaceX, che inizialmente aveva offerto il proprio supporto a Trump in diverse occasioni, sembra ora trovarsi in una posizione scomoda, con un ruolo sempre più marginale nelle dinamiche politiche di Washington.

In un tentativo di riconciliazione, Musk ha visitato Mar-a-Lago e offerto ulteriori finanziamenti alle organizzazioni legate all’ex presidente, ma questi gesti sarebbero stati respinti. Questo rifiuto segna un ulteriore punto di rottura tra i due, evidenziando come Trump stia prendendo le distanze dal magnate tecnologico. Non è la prima volta che il tycoon sudafricano si trova coinvolto in dinamiche politiche complicate: in passato, ha cercato di influenzare l’opinione pubblica con dichiarazioni forti su temi come la libertà di parola, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e le politiche energetiche.

Anche all’estero, Musk affronta difficoltà crescenti. Le sue ingerenze nei confronti di alcuni governi, tra cui quello italiano, e il sostegno a movimenti politici come l’AfD in Germania hanno polarizzato ulteriormente la sua figura. Alcuni governi europei hanno espresso preoccupazioni riguardo alla crescente influenza di Musk e delle sue aziende nelle politiche nazionali, soprattutto in settori chiave come l’automotive e le telecomunicazioni. Tesla, un tempo simbolo dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica, sta subendo le conseguenze di questa esposizione politica, con risultati finanziari sempre più incerti e un’immagine sempre più politicizzata.

Il Financial Times ha descritto questa fase come “l’autodistruzione di Musk”, sottolineando che, da quando è entrato nell’arena politica, il CEO di Tesla ha perso oltre 100 miliardi di dollari di patrimonio personale. L’uomo che per anni è stato considerato un visionario capace di anticipare il futuro si trova ora in una situazione delicata, dove le sue posizioni politiche e le sue alleanze mutevoli potrebbero avere ripercussioni non solo sulla sua fortuna personale, ma anche sulla stabilità delle sue aziende. L’uomo più ricco del mondo, insomma, con il suo ingresso in politica è diventato un po’ più povero. Ma, soprattutto, molto più solo. In conclusione, la traiettoria di Elon Musk nell’arena politica sembra aver compromesso sia la sua posizione all’interno dell’amministrazione Trump sia la percezione pubblica del suo impero imprenditoriale. La sua associazione con politiche controverse e il coinvolgimento in iniziative polarizzanti hanno eroso la fiducia sia degli alleati politici sia dei consumatori, mettendo in discussione il futuro delle sue imprese e la sua influenza globale.

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