Scene che si inseguono il tutto il Nord Italia, in Regioni pur segnate in queste settimane dall’emergenza coronavirus in maniera forte. Da Padova a Milano, la gente si è riversata nelle strade per fare aperitivi e cene, immagini che hanno fatto arrabbiare molti governatori e allertare gli altri. Un tema sul quale Conte ha poi aggiunto: “Abbiamo tolto l’autocertificazione perché la curva era sotto controllo ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione”. “Noi abbiamo degli indicatori sanitari eccezionali – ha aggiunto Zaia – abbiamo solo 44 persone in terapia intensiva, delle quali la metà sono ‘corona free’, perché si sono negativizzati. Con queste aperture, abbiamo trasferito la responsabilità dagli ospedali alle persone, ognuno è responsabile della cura. Se ci comportiamo male, è inevitabile che si torni negli ospedali, che tornino i ricoveri. Non bisogna abbassare la guardia, c’è qualcuno che non ha capito che il virus c’è ancora”.
Della stessa idea anche il governatore lombardo Attilio Fontana: “Sicuramente è andata meglio di come immaginassi. Ho visto che c’è stato grande rispetto da parte dei cittadini delle regole che abbiamo consigliato e imposto, rispetto a mascherine e distanziamento, quindi direi bene. Purtroppo ci sono ancora piccole sacche, ci sono alcune attività sulle quali non riusciamo ad avere una convinzione sufficiente: troppi apericena, troppi bar sommersi di persone e questo non va assolutamente bene. E’ chiaro che, se la cosa dovesse continuare, saremo costretti a chiudere quelle attività”.
Renzi, niente sgambetti al governo: “Non votiamo la sfiducia a Bonafede”